Appello congiunto a favore del riciclaggio L'industria europea della plastica chiede un programma d'emergenza da Bruxelles

Fonte: comunicato stampa Melanie Ehrhardt 5 min Tempo di lettura

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La situazione economica dell'industria europea delle materie plastiche e del riciclaggio delle materie plastiche rimane critica. Per questo motivo, 28 organizzazioni provenienti dall'intera catena del valore chiedono all'Unione europea un programma d'urgenza volto a rafforzare la produzione interna e il riciclaggio.

Il settore europeo delle materie plastiche chiede misure immediate per far fronte alla crisi del settore(Bild:  dimitrisvetsikas1969 /  Pixabay)
Il settore europeo delle materie plastiche chiede misure immediate per far fronte alla crisi del settore
(Bild: dimitrisvetsikas1969 / Pixabay)

Il settore europeo delle materie plastiche mette in guardia contro un’ulteriore perdita di capacità produttive e di riciclaggio. In un appello congiunto, le organizzazioni operanti nei settori della produzione, della trasformazione, della gestione dei rifiuti e del riciclaggio delle materie plastiche hanno esortato i decisori politici europei ad adottare misure a breve termine per stabilizzare la catena del valore.

La causa è la persistente debolezza economica del settore. Nel 2023, infatti, la produzione di materie plastiche in Europa è diminuita dell’8,3%. Allo stesso tempo, negli ultimi anni l’Europa ha perso notevolmente importanza sul mercato mondiale. La quota europea nella produzione mondiale di materie plastiche è scesa dal 22% del 2006 a circa il 12%.

bvse sostiene l'appello comune a favore del riciclaggio

La situazione è particolarmente critica nel settore del riciclaggio della plastica. Secondo i dati e le stime presentati al momento dell’appello del settore, dall’inizio del 2023 alla fine del 2025 l’Europa rischiava di perdere una capacità di riciclaggio complessiva di quasi un milione di tonnellate a causa della chiusura di alcuni impianti. Le associazioni di categoria interessate ritengono che ciò metta a rischio non solo la base industriale, ma anche gli obiettivi europei in materia di economia circolare e protezione del clima.

Alla luce di questi sviluppi, 28 organizzazioni del settore europeo della plastica e del riciclaggio sollecitano un sostegno più efficace da parte dell’UE. Tra i sostenitori figura anche bvse Recycling Germany. Al centro dell’attenzione vi sono una migliore protezione dalle importazioni non equivalenti, costi energetici più bassi, incentivi agli investimenti e una maggiore domanda di materiali riciclati europei.

Il settore chiede condizioni di concorrenza eque per i materiali riciclati

Uno dei punti centrali dell’appello sul riciclaggio è rappresentato dalla concorrenza internazionale. Secondo le stime delle associazioni di categoria, i produttori e le imprese di riciclaggio europei sono sottoposti a una pressione sempre maggiore a causa delle importazioni a prezzi vantaggiosi di prodotti nuovi e materiali riciclati provenienti da paesi terzi.

Il settore chiede quindi che vengano applicati requisiti comparabili sia ai materiali importati che a quelli prodotti in Europa. Per le importazioni di materiale plastico riciclato, materie prime vergini e prodotti in plastica, secondo quanto auspicato dai firmatari, dovrebbero essere applicate le cosiddette «misure speculari» o meccanismi equivalenti. Ciò ha lo scopo di impedire che entrino nel mercato europeo materiali che non soddisfano i requisiti ambientali, di qualità o altri requisiti normativi a cui devono attenersi i produttori europei.

Allo stesso tempo, si intende migliorare i controlli doganali e la sorveglianza del mercato. Secondo il settore, uno dei problemi principali risiede nel fatto che finora non è sempre stato possibile verificare in modo adeguato l’origine e l’effettiva percentuale di materiale riciclato dei materiali importati.

Rafforzare la domanda di materie plastiche riciclate europee

Secondo le associazioni, tuttavia, le misure di politica commerciale da sole non sono sufficienti. È fondamentale creare un mercato di sbocco affidabile per le materie plastiche riciclate prodotte in Europa.

A tal fine, si dovrebbe ricorrere in misura maggiore, tra l’altro, ai sistemi di responsabilità estesa del produttore. Le tariffe eco-modulate potrebbero essere strutturate in modo tale da premiare economicamente in misura maggiore i prodotti facilmente riciclabili e l’utilizzo di materiali riciclati.

In questo modo, l’appello al riciclaggio affronta un problema centrale del settore del riciclaggio: gli investimenti negli impianti di selezione e riciclaggio sono redditizi nel lungo periodo solo se esiste una domanda sufficiente e il più possibile stabile per le materie prime secondarie prodotte.

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I firmatari chiedono inoltre incentivi mirati agli investimenti per la raccolta, la cernita e il riciclaggio dei rifiuti di plastica. Si dovrebbero inoltre valutare strumenti fiscali e altri incentivi finanziari.

I costi elevati dell'energia incidono negativamente sulla competitività

Un altro aspetto fondamentale è rappresentato dai costi energetici. Le aziende europee del settore delle materie plastiche e del riciclaggio si trovano in alcuni casi a dover far fronte a costi di produzione notevolmente più elevati rispetto ai concorrenti di altre regioni del mondo.

Il settore chiede quindi un migliore accesso a fonti energetiche competitive. Il riciclaggio, la compounding e la lavorazione delle materie plastiche dovrebbero essere presi maggiormente in considerazione nelle misure di sostegno della politica industriale.

Allo stesso tempo, le organizzazioni criticano le incertezze normative, gli oneri burocratici e l’applicazione in parte disomogenea delle norme vigenti all’interno dell’UE. Le procedure di autorizzazione e i requisiti amministrativi dovrebbero essere semplificati, mentre le normative dell’UE dovrebbero essere attuate e applicate in modo più uniforme negli Stati membri.

Sei ambiti di intervento per Bruxelles

In sostanza, le richieste possono essere sintetizzate in sei ambiti di intervento: 

  • Condizioni di concorrenza eque rispetto alle importazioni
  • Costi energetici competitivi
  • Migliore controllo e applicazione delle norme vigenti
  • Minore frammentazione normativa all’interno dell’Europa
  • Condizioni più favorevoli per gli investimenti e l’innovazione 
  • Ulteriore sviluppo della responsabilità estesa del produttore

Secondo quanto dichiarato dalle stesse associazioni coinvolte, l’obiettivo non è solo quello di proteggere le imprese esistenti. Esse avvertono che, in caso di un’ulteriore riduzione delle capacità europee di riciclaggio, anche l’attuazione della politica europea sull’economia circolare potrebbe diventare più difficile.

Infatti, i requisiti sempre più stringenti in materia di impiego di materiali riciclati e quote di riciclaggio richiedono corrispondenti capacità di selezione e trattamento. Se tali capacità dovessero scomparire dall’Europa per motivi economici, la dipendenza dalle importazioni potrebbe aumentare ulteriormente.

Il riciclaggio diventa una questione di politica industriale

L'appello congiunto sul riciclaggio evidenzia quindi che il riciclaggio della plastica viene considerato sempre più non solo come una questione di politica ambientale, ma anche di politica industriale. Il settore collega l'economia circolare a questioni quali la competitività europea, l'approvvigionamento di materie prime e l'indipendenza strategica.

I firmatari avvertono che, in assenza di contromisure immediate, potrebbero verificarsi ulteriori chiusure di aziende e perdite di posti di lavoro. Allo stesso tempo, sarebbero a rischio gli investimenti già effettuati nelle tecnologie di riciclaggio e nell’economia circolare.

Per l’UE ne deriva un conflitto di obiettivi: da un lato, con decreto sugli imballaggi (+) e da ulteriori normative, aumentano i requisiti in materia di riciclaggio e utilizzo di materiali riciclati. D’altro canto, le aziende incaricate di produrre le materie prime secondarie necessarie a tal fine sono sottoposte a una notevole pressione economica.

Dal punto di vista delle associazioni coinvolte, la politica europea in materia di economia circolare deve quindi essere integrata maggiormente con la politica industriale e quella della concorrenza. Un ciclo delle materie plastiche ben funzionante presuppone quindi non solo obiettivi di riciclaggio ambiziosi, ma anche mercati di sbocco economicamente sostenibili per i materiali riciclati prodotti in Europa.