E-Paper: I biopolimeri nelle applicazioni Linee guida per un’industria della plastica sostenibile 

Da Melanie Ehrhardt (responsabile) | Tradotto dall'IA 7 min Tempo di lettura

I biopolimeri stanno trovando sempre più spazio, passando dalla ricerca alla pratica industriale. Grazie alle loro molteplici proprietà, offrono alternative sostenibili alle plastiche tradizionali e vengono già impiegati con successo in settori quali l’imballaggio, la medicina, l’agricoltura e la tecnologia.

(Bild:  KI-generiert / Dall-E)
(Bild: KI-generiert / Dall-E)

Le bioplastiche sono considerate un punto di riferimento per un'industria delle materie plastiche sostenibile, poiché possono contribuire a sostituire le materie prime fossili e a ridurre il consumo di petrolio. Molte bioplastiche sono prodotte con materie prime rinnovabili e, a seconda del materiale, possono essere riciclate o biodegradabili. In questo modo consentono di preservare le risorse e di ridurre l’impatto ambientale in determinate applicazioni. 

Allo stesso tempo, promuovono lo sviluppo di nuovi materiali e di processi di produzione innovativi. Sebbene le bioplastiche non possano sostituire completamente le materie plastiche tradizionali, danno un contributo importante a un’economia delle materie plastiche più sostenibile e attenta alle risorse.

E anche se la loro quota di mercato è ancora molto ridotta rispetto alle materie plastiche a base di petrolio, un numero sempre maggiore di applicazioni dimostra che il passaggio alle bioplastiche può rivelarsi vantaggioso. Il nuovo e-paper «PlastXnow: i biopolimeri nelle applicazioni» (+) offre una panoramica dei progetti e dei prodotti attualmente più interessanti.

E-Paper

Biopolimeri: dalla ricerca alla pratica
 

Cover Plastverarbeiter 7-8/2026 - Biopolymere: Von der Forschung in die Praxis
(Immagine: VITTORIA)
  • Quale ruolo potranno svolgere le bioplastiche in futuro

  • Congresso sui biopolimeri 2026: piattaforma internazionale dedicata alle materie plastiche sostenibili con un forte orientamento pratico

  • Ecco i vincitori del Biopolymer Innovation Award 2026

  • Bioplastiche al prezzo del petrolio

    Le macchine senza barre ottimizzano il campionamento delle bioplastiche

Clicca qui per l'E-Paper (+).

Definizione e delimitazione

Cosa sono le bioplastiche?

Le bioplastiche, note anche come biopolimeri, sono materie plastiche prodotte interamente o in parte da materie prime rinnovabili quali il mais, la canna da zucchero o l’amido di patata. Alcune bioplastiche sono biodegradabili, altre invece no.

Distinzione: a base biologica vs. biodegradabile

Il termine “a base biologica” significa che una plastica è prodotta, in tutto o in parte, da materie prime rinnovabili come il mais, la canna da zucchero o il legno, e non dal petrolio. Tuttavia, le plastiche a base biologica non devono necessariamente essere biodegradabili.

Il termine "biodegradabile" indica che una plastica, in determinate condizioni, può essere decomposta dai microrganismi in acqua, anidride carbonica e biomassa. Le plastiche biodegradabili possono essere prodotte sia da materie prime rinnovabili che dal petrolio.

Distinzione: soluzioni “drop-in” vs. nuovi materiali

Le soluzioni "drop-in" sono materie plastiche a base biologica che presentano le stesse proprietà delle materie plastiche convenzionali e possono essere utilizzate senza apportare modifiche agli impianti di produzione esistenti. Un esempio è il bio-PE (polietilene a base biologica).

I nuovi materiali sono bioplastiche di recente sviluppo con caratteristiche proprie. Si distinguono dalle plastiche tradizionali e sono spesso biodegradabili, come ad esempio il PLA.

Tre esempi di bioplastiche

PLA (acido polilattico)

Il PLA viene prodotto a partire da materie prime rinnovabili come l'amido di mais o la canna da zucchero. Questo materiale plastico è biodegradabile in condizioni di compostaggio industriale. È leggero, trasparente e facile da lavorare. Il PLA trova spesso applicazione negli imballaggi, nelle stoviglie monouso e nel settore della produzione additiva (stampa 3D).

Bio-PE (polietilene di origine biologica)

Il Bio-PE viene prodotto dalla canna da zucchero e presenta le stesse caratteristiche del polietilene (PE) convenzionale derivato dal petrolio. È molto resistente, durevole e completamente riciclabile. Trattandosi di una cosiddetta soluzione “drop-in”, può essere lavorato negli impianti esistenti. Il bio-PE viene utilizzato per bottiglie, pellicole, tubi e imballaggi.

PHA (polidrossialcanoati)

Il PHA viene prodotto da microrganismi a partire da materie prime vegetali. Questa plastica è biodegradabile e può degradarsi anche in ambienti naturali. È particolarmente indicata per applicazioni in cui la plastica potrebbe finire nell’ambiente. I campi di applicazione del PHA comprendono, tra gli altri, i settori dell’imballaggio, della medicina e dell’agricoltura.

Iscriviti subito alla newsletter

Non perdere i nostri migliori contenuti

Facendo clic su „Iscriviti alla newsletter“, acconsento al trattamento e all'utilizzo dei miei dati secondo il modulo di consenso (espandi per i dettagli) e accetto le condizioni d'uso. Per maggiori informazioni, consulta la nostra politica sulla privacy. La dichiarazione di consenso riguarda, tra l'altro, l'invio di newsletter redazionali via e-mail e il confronto dei dati per finalita di marketing con partner pubblicitari selezionati (ad es. LinkedIn, Google, Meta).

Espandi per i dettagli del tuo consenso

Panoramica: applicazioni dei biopolimeri

Le bioplastiche hanno numerosi campi di applicazione e vengono già utilizzate con successo in molti settori. Tra questi figurano:

  • Industria degli imballaggi: Imballaggi alimentari, pellicole, bottiglie e stoviglie monouso
  • Tecnologia medica: materiale di sutura, impianti, capsule e altri dispositivi medici biodegradabili
  • Agricoltura: teli pacciamanti, vasi da fiori e rivestimenti per sementi
  • Settore automobilistico: rivestimenti interni, elementi di rivestimento e componenti in materie plastiche a base biologica
  • Settore dei beni di consumo: spazzolini da denti, giocattoli, prodotti tessili e articoli per la casa• Stampa 3D: il PLA, in particolare, è spesso utilizzato come filamento per la stampa 3D 

Esempi pratici: dal supermercato alle piste da sci

Come i biopolimeri rendono l'erba sintetica priva di microplastiche

I biopolimeri stanno conquistando nuove applicazioni industriali. Il progetto NaKura (+) dimostra come i materiali a base biologica e biodegradabili consentano, per la prima volta, la realizzazione di un manto erboso artificiale privo di microplastiche. Questo innovativo concetto di materiale coniuga elevate prestazioni tecniche con la sostenibilità ambientale, fornendo al contempo risposte ai futuri requisiti normativi.

Imballaggi: rete biologica per l'industria alimentare

Una rete di nuova concezione rete biologica (+) combina per la prima volta le prestazioni meccaniche delle reti in plastica convenzionali con la compostabilità certificata. Questa innovazione nei materiali, basata sull'amido termoplastico, può essere lavorata negli impianti di produzione esistenti e apre nuove possibilità per applicazioni sostenibili nel settore degli imballaggi e in quello agricolo. 

Imballaggi: lattina riciclabile in PE biologico

Alpla, azienda specializzata in imballaggi, e Biogena, produttore di micronutrienti, hanno realizzato una soluzione di imballaggio completamente riciclabile a base di scarti della canna da zucchero. Grazie all’utilizzo di polietilene di origine biologica (Bio-PE), la progetto consente di risparmiare ogni anno circa 274 tonnellate di CO2.

Cosmetici: struccarsi in modo naturale con i dischetti esfolianti monouso

La CMC Consumer Medical Care GmbH ha lanciato un innovativo e ecologico dischetto esfoliante (+), che non contiene affatto microplastiche. È composto al 100% da fibre di cotone puro, combinate con un materiale esfoliante completamente biodegradabile. Quest’ultimo è composto per oltre il 50% da materie prime vegetali rinnovabili.

Sport: attacchi da sci alpinismo in bioplastica

Nella sezione tecnologia degli attacchi da sci alpinismo (+), il Gruppo Lehvoss collabora con il produttore di attacchi Marker e con Rowa Masterbatch. In questo contesto vengono utilizzate plastiche ad alte prestazioni della serie Luvocom LFT (in particolare PA410-GF e PA66-LGF). Il risultato: componenti di fissaggio leggeri, sicuri e rispettosi delle risorse.

Aspetti relativi alle tecniche di lavorazione

Vantaggi dei polimeri a base biologica

I polimeri a base biologica sono prodotti interamente o in parte con materie prime rinnovabili e consentono quindi di preservare le risorse fossili. Possono ridurre le emissioni di CO₂ nel corso del loro ciclo di vita. Molte materie plastiche a base biologica possono essere riciclate come quelle convenzionali. Inoltre, le cosiddette soluzioni «drop-in», come il bio-PE, possono essere lavorate senza apportare modifiche agli impianti di produzione esistenti.

Vantaggi dei polimeri biodegradabili

I polimeri biodegradabili possono essere degradati dai microrganismi in condizioni adeguate. Sono particolarmente adatti per prodotti di breve durata come imballaggi o stoviglie monouso. Sono inoltre vantaggiosi per applicazioni in cui il recupero del materiale risulta difficile, ad esempio nel caso dei teli agricoli per pacciamatura. In questo modo, in determinati ambiti di applicazione, possono contribuire a ridurre i rifiuti di plastica di lunga durata.

Stampaggio a iniezione con biopolimeri

Molte bioplastiche possono essere lavorate con le tradizionali macchine per lo stampaggio a iniezione. In particolare, le materie plastiche drop-in a base biologica, come il bio-PE o il bio-PET, possono essere lavorate senza apportare modifiche alle macchine. 

Anche le bioplastiche come il PLA o il PHA possono essere prodotte mediante stampaggio a iniezione; tuttavia, i parametri di lavorazione, quali temperatura, essiccazione e raffreddamento, devono essere adattati alle caratteristiche del materiale in questione. Di conseguenza, nella maggior parte dei casi non è necessaria una nuova macchina, ma è sufficiente una regolazione adeguata dell’impianto esistente.

Limiti meccanici

Molte bioplastiche sono più fragili delle plastiche tradizionali e quindi si rompono più facilmente se sottoposte a forti sollecitazioni. Alcuni materiali presentano una minore resistenza al calore e possono deformarsi a temperature elevate. Inoltre, alcune bioplastiche hanno una minore resistenza agli urti e si usurano più rapidamente in condizioni di forte sollecitazione. Per questo motivo non sono adatte a tutte le applicazioni tecniche e devono essere selezionate con cura a seconda del campo di impiego.

Efficienza economica e scalabilità

Attualmente le bioplastiche sono spesso più costose delle plastiche tradizionali, poiché i costi di produzione e i volumi produttivi sono ancora inferiori. Tuttavia, con l’aumento della domanda e la realizzazione di impianti di produzione più grandi, i costi potrebbero diminuire. 

Molte materie plastiche a base biologica, in particolare le cosiddette soluzioni “drop-in”, possono già essere lavorate negli impianti di produzione esistenti e sono quindi facilmente scalabili. Alcune nuove bioplastiche richiedono processi di lavorazione adattati e sono ancora in fase di espansione della produzione industriale. Nel complesso, la redditività delle bioplastiche è in costante aumento grazie al progresso tecnico e alla crescente domanda.

Conclusioni e prospettive

Le bioplastiche rappresentano un’importante alternativa alle plastiche tradizionali, poiché consentono di ridurre l’uso di materie prime fossili e, a seconda del materiale, possono offrire ulteriori vantaggi ambientali. Sono già adatte a numerose applicazioni nei settori dell’imballaggio, della medicina, dell’agricoltura e dell’industria automobilistica. 

Tuttavia, permangono ancora alcune sfide, ad esempio in termini di costi, proprietà meccaniche e sviluppo di strutture adeguate per il riciclaggio e il compostaggio. Con l’avanzare della ricerca, i progressi tecnici e l’aumento dei volumi di produzione la loro importanza continuerà a crescere in futuro. Si prevede quindi che le bioplastiche daranno un contributo importante alla lavorazione sostenibile delle materie plastiche.

Trasparenza: questo testo è stato redatto anche con l'ausilio dell'intelligenza artificiale.