Nuova tassa sulla plasticaPiù riciclaggio, più soldi: è davvero così semplice?
Da
Melanie Ehrhardt (responsabile) | Tradotto dall'IA
3 min Tempo di lettura
L’Unione e l’SPD intendono indurre le imprese a ridurre il consumo di plastica attraverso una nuova imposta. Si aspettano inoltre importanti entrate per il bilancio. Le associazioni di categoria criticano la proposta.
La nuova tassa sulla plastica ammonterebbe a 0,28 centesimi per un vasetto di yogurt e a 1,93 centesimi per una bottiglia di PET grande.
Il riciclaggio è importante, il riciclaggio è ben accolto – eppure i materiali riciclati presentano uno svantaggio decisivo: di norma sono più costosi del materiale vergine. Ed è proprio questo che ora dovrebbe cambiare. Il governo federale sta pianificando l’introduzione, con procedura d’urgenza, di una «tassa sulla plastica». È quanto emerge da un progetto di legge di cui la redazione è venuta a conoscenza.
Si prevedono quindi 550 euro per tonnellata di plastica negli imballaggi. Con prezzi compresi tra i 1.000 e i 2.000 euro circa per tonnellata di plastica PET, secondo un articolo della Süddeutsche Zeitung (€) ciò farebbe davvero la differenza.
Di conseguenza, sono soggetti a imposta gli imballaggi in plastica, i film plastici e gli imballaggi compositi, qualora la loro percentuale di plastica sia superiore al cinque per cento. L’imposta deve essere applicata al momento della produzione, della commercializzazione o dell’importazione dei relativi imballaggi. Per gli imballaggi in plastica riciclata, l’imposta può essere esentata su richiesta.
Le associazioni si oppongono alle procedure accelerate senza il coinvolgimento dei ministeri competenti
In una lettera indirizzata alla ministra della Cancelleria Nina Warken (CDU), le associazioni di categoria hanno messo in guardia dal introdurre questa imposta “con procedura d’urgenza”, senza il coinvolgimento dei ministeri competenti e senza una delibera del Consiglio dei ministri. Le associazioni hanno dichiarato nella lettera che, «secondo le informazioni a nostra disposizione», il Ministero delle Finanze intende trasmettere a breve alla commissione bilancio del Bundestag una bozza di testo per l’introduzione della nuova imposta, che dovrebbe poi essere presentata come emendamento nell’ambito della procedura già in corso relativa alla legge di accompagnamento al bilancio 2027.
«Vi chiediamo con urgenza di adoperarvi affinché un’accisa di tale portata non venga introdotta in questo modo nell’iter parlamentare.» Le associazioni hanno invece chiesto che vengano prima valutate le conseguenze economiche, amministrative e ambientali, con il coinvolgimento del Consiglio nazionale di controllo delle norme – compresi gli oneri di conformità per le imprese, il fabbisogno di personale, di risorse informatiche e di risorse per l’applicazione della normativa da parte dell’amministrazione doganale, nonché i possibili effetti sulla sostituzione dei materiali, sul peso degli imballaggi, riciclabilità e sulle emissioni di gas serra.
Previsti introiti per miliardi, contribuenti sconosciuti
La lettera è stata firmata da otto associazioni, tra cui anche Plastics Europe Deutschland (PED). L’amministratrice delegata della PED, la dott.ssa Christine Bunte, ha inoltre dichiarato: «La bozza contiene una contraddizione degna di nota: prevede un gettito fiscale fino a 1,5 miliardi di euro e quasi 800 posti di lavoro in più presso le autorità doganali, ma non menziona in alcun punto il numero di imprese che saranno effettivamente soggette a tassazione.»
Ancora più sorprendente è il fatto che l’imposta sia legata alla cosiddetta “produzione” di imballaggi in plastica – un concetto che finora non è affatto presente nella normativa sugli imballaggi. «Chi introduce nuove imposte che ammontano a miliardi dovrebbe innanzitutto essere in grado di chiarire chi le pagherà. Altrimenti, la legislazione rischia di trasformarsi in un esperimento fiscale a livello nazionale», ha proseguito Bunte.
Contesto: il disegno di legge dovrebbe garantire allo Stato federale un gettito annuo di circa 1,485 miliardi di euro a partire dal 2028. Per l’attuazione sono previsti, al contempo, costi statali pari a 283,5 milioni di euro entro il 2029, nonché 788 posti di lavoro a tempo pieno aggiuntivi presso l’amministrazione doganale. Le imprese dovranno sostenere costi burocratici aggiuntivi pari a circa 44,1 milioni di euro all’anno. I costi burocratici indicati sono nettamente inferiori agli ordini di grandezza discussi dall’Ufficio federale per l’ambiente nel suo progetto di ricerca 87/2025 relativo a modelli comparabili di imposta sugli imballaggi. Il disegno di legge non chiarisce da dove derivi questa stima nettamente inferiore.
Per noi è doveroso trattare i Suoi dati personali in modo responsabile. Nella misura in cui raccogliamo dati personali che La riguardano, li trattiamo nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali. Informazioni dettagliate sono disponibili nella nostra Informativa sulla protezione dei dati.
Consenso all’utilizzo di dati per finalità di marketing
Acconsento che la Vogel Communications Group GmbH & Co. KG, Max-Planckstr. 7-9, 97082 Würzburg, incluse le imprese collegate ai sensi dei §§ 15 e segg. AktG, Legge tedesca sulle S.p.A. (di seguito: Vogel Communications Group,) utilizzi il mio indirizzo e-mail per l’invio di newsletter redazionali. Un elenco delle imprese facenti parte del gruppo è disponibile Qui.
I contenuti delle newsletter riguardano i prodotti e i servizi di tutte le suddette imprese, quali, ad esempio, riviste e libri specialistici, eventi e fiere nonché i relativi prodotti e servizi, offerte e servizi nel settore dei media, in formato cartaceo e digitale, come ulteriori newsletter (editoriali), concorsi a premi, campagne di lead, attività di ricerca di mercato online e offline, portali web specialistici e offerte di e-learning. Nel caso cui sia stato acquisito anche il mio numero di telefono personale, questo potrà essere utilizzato per presentarmi offerte relative ai suddetti prodotti e servizi delle imprese sopra menzionate nonché per svolgere ricerche di mercato.
Il mio consenso include altresì il trattamento del mio indirizzo e-mail e il mio numero di telefono ai fini del confronto dei dati per finalità di marketing con partner pubblicitari selezionati, come, ad esempio, LinkedIn, Google e Meta. A tal fine, Vogel Communications Group può trasmettere i suddetti dati, dopo averli sottoposti a hashing, ai partner pubblicitari che li utilizzano per verificare se sono registrato anche sulle loro piattaforme. Vogel Communications Group utilizza questa funzione per finalità di retargeting (upselling, cross-selling e fidelizzazione dei clienti), per la creazione delle cosiddette “Lookalike Audiences” ai fini dell’acquisizione di nuovi clienti e come criterio di esclusione per le campagne pubblicitarie in corso. Per maggiori informazioni consultare “Confronto dati per finalità di marketing“ nell’Informativa sulla protezione dei dati.
Nel caso in cui accedo in Internet a contenuti protetti, nei portali del Gruppo, compresi quelli delle imprese collegate ai sensi dei §§ 15 AktG, devo registrarmi fornendo ulteriori dati per poter accedere a tali contenuti. In cambio dell’accesso gratuito a tali contenuti editoriali, i miei dati possono essere utilizzati ai sensi del presente consenso per le finalità qui indicate. Ciò non si applica per il confronto dati per finalità di marketing.
Diritto di revoca
Sono consapevole di poter revocare il presente consenso in qualsiasi momento con effetto futuro. La revoca del mio consenso non pregiudica la liceità del trattamento dei
dati prima della revoca stessa. Per comunicare la revoca posso, tra l’altro, utilizzare il modulo di contatto disponibile all’indirizzo https://contact.vogel.de. Qualora non desideri più ricevere una singola newsletter cui mi sono abbonato, per annullare l’iscrizione posso anche cliccare sul link in calce alla stessa. Ulteriori informazioni sul mio diritto di revoca, sulle modalità per esercitarlo e sulle relative conseguenze sono disponibili nella Informativa sulla protezione dei dati, sezione Newsletter redazionali.
Note legali
Contatto
Gestore cookie
Appoggio da parte dell’associazione “Umwelthilfe”
Il sostegno arriva invece dalla Deutsche Umwelthilfe. L’associazione sostiene in linea di principio la tassa, scrive Der Spiegel. Chiede tuttavia che la tassa venga applicata esclusivamente agli imballaggi monouso: quelli riutilizzabili non dovrebbero essere soggetti a tale onere. Inoltre, la tassa dovrebbe essere estesa ad altri materiali di imballaggio come carta, cartoncino, cartone e metalli, al fine di impedire comportamenti elusivi.