Trasformazione additivaCome la produzione additiva trasforma una tecnologia in un modello di business
Un articolo a cura di
Ralf Anderhofstadt, Responsabile dell'approvvigionamento CSP e del Centro di competenza per la produzione additiva (stampa 3D), Daimler Trucks & Buses | Tradotto dall'IA
7 min Tempo di lettura
Dal laboratorio di prototipazione alla catena di fornitura digitale: perché oggi la stampa 3D industriale è meno una questione di produzione e più una questione di dati – e cosa possono imparare le aziende da un’attività di produzione in serie con oltre 150.000 componenti stampati in 3D, tra parti di serie e di ricambio.
Laddove la produzione tradizionale di utensili raggiunge i propri limiti economici, spesso entra in gioco il valore aggiunto della stampa 3D industriale.
(Bild: Daimler Trucks & Buses)
Chi ha seguito l’evoluzione della stampa 3D lungo il ciclo dell’hype di Gartner conosce bene lo schema: alla svolta tecnologica è seguito un picco di aspettative esagerate. La visione era che, in futuro, quasi ogni componente avrebbe potuto essere stampato in qualsiasi momento e ovunque. Successivamente è subentrata la disillusione e molti osservatori hanno già dichiarato che la tecnologia fosse fallita.
Una tecnologia diventa matura
Oggi, tuttavia, il quadro è diverso. È solo una volta superata questa “valle della delusione” che una tecnologia dispiega il proprio potenziale industriale. Ed è proprio lì che si trova ormai la produzione additiva. Da strumento per la realizzazione di prototipi si è trasformata in una tecnologia di produzione affidabile. Tra queste due fasi di sviluppo si sono susseguiti anni dedicati allo sviluppo dei materiali, alla qualificazione dei processi e alla standardizzazione, nonché alla creazione di sistemi di qualità e responsabilità. Il cambiamento decisivo è il passaggio dal prototipaggio rapido alla produzione diretta.
Il portafoglio di Daimler Truck & Buses comprende oggi componenti di serie ad alta resistenza, ricambi, ausili di montaggio, attrezzature, soluzioni speciali, componenti per auto d’epoca e i cosiddetti “Emergency Parts”. Particolarmente interessante è però un altro sviluppo: la vendita di licenze di produzione. In questo caso, l’attenzione non è rivolta al componente fisico, bensì al diritto di produrre tale componente (in modo decentralizzato).
I modelli digitali vengono archiviati nel Digital Warehouse e resi disponibili in modo protetto tramite diverse soluzioni di gestione dei diritti digitali.
(Bild: Daimler Trucks & Buses)
Perché è giunto il momento
Il contesto in cui operano le aziende manifatturiere sta cambiando rapidamente. La carenza di personale qualificato aumenta la pressione verso l’automazione. Gli obiettivi di sostenibilità richiedono un uso più efficiente delle risorse. L’incertezza dei mercati rende necessarie catene di approvvigionamento flessibili. Allo stesso tempo, crescono le esigenze in termini di personalizzazione dei prodotti e velocità di innovazione.
La produzione additiva non risolve da sola queste sfide, ma ne affronta diverse contemporaneamente. I vantaggi sono evidenti: nessun quantitativo minimo, produzione senza stampi, ampia libertà di progettazione, tempi di sviluppo più brevi e produzione su richiesta.
A ciò si aggiungono i vantaggi ecologici. Il processo additivo riduce gli sprechi di materiale, consente una produzione decentralizzata e accorcia le distanze di trasporto. Il fattore più determinante, tuttavia, è la digitalizzazione delle scorte.
AdditivX | 22 settembre 2026
La produzione additiva come strumento per la catena di approvvigionamento, la produzione e l'assistenza
(Immagine: Vogel Communications Group / WIN-Verlag)
Il convegno intende illustrare come la stampa 3D in plastica e anche in metallo possa essere impiegata come strumento strategico per i pezzi di ricambio, indipendentemente dal settore. L’attenzione sarà focalizzata su materiali, processi, redditività e integrazione nelle strutture di produzione e manutenzione esistenti, anche in altri settori della produzione additiva.
Ciò risulta particolarmente evidente nel settore dei ricambi. Nel corso dell’intero ciclo di vita di un veicolo, è difficile prevedere la domanda di molti ricambi. Per garantire l’approvvigionamento, i componenti vengono spesso prodotti in anticipo e immagazzinati per anni. La conseguenza: una parte considerevole dei pezzi prodotti non viene mai utilizzata.
Allo stesso tempo, la gestione delle scorte, l’immobilizzo di capitale e la logistica comportano costi notevoli. È proprio qui che la produzione additiva mostra i suoi punti di forza. Prodotti a bassa rotazione, piccole serie, articoli in fase di esaurimento o richieste personalizzate dei clienti possono essere realizzati in base alle esigenze. Laddove la produzione classica con stampi raggiunge i propri limiti economici, spesso entra in gioco il valore aggiunto della stampa 3D industriale.
Risultati concreti anziché progetti pilota
I dati relativi all’attività operativa in corso presso Daimler Buses dimostrano che questo modello funziona. Negli autobus Mercedes-Benz e Setra sono già presenti oltre 150.000 componenti stampati in 3D venduti e installati. Sono stati approvati e certificati oltre 800 diversi componenti di serie. Inoltre, sono stati individuati altri potenziali componenti stampati in numero a cinque cifre.
Gli effetti economici sono misurabili: notevoli risparmi sui costi relativi a utensili, stoccaggio e rottamazione, oltre a tempi di approvvigionamento notevolmente ridotti. Per alcuni articoli a bassa rotazione, questi tempi possono essere ridotti fino all’80%. Parallelamente, il negozio online di licenze per la stampa 3D verrà gradualmente esteso ad altri mercati.
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La conclusione più importante: non è una questione di stampante
Molte aziende continuano a considerare la produzione additiva principalmente come un progetto legato alle macchine o alla tecnologia. L’esperienza pratica dimostra tuttavia che le sfide più grandi risiedono altrove.
Sono fondamentali processi efficienti per le approvazioni, la garanzia della qualità, la responsabilità del prodotto, gli acquisti, la logistica e la distribuzione. Per questo motivo, presso Daimler Buses la produzione additiva non è stata sviluppata come una tecnologia isolata, ma come un modello di business olistico. Team specializzati provenienti dai settori dello sviluppo, degli acquisti, della logistica, della qualità, delle vendite e della gestione dei prodotti collaborano strettamente lungo l’intera catena del valore. La lezione più importante per le altre aziende è quindi questa: la produzione additiva raramente fallisce a causa della stampante. Fallisce a causa della mancanza di processi.
Il cambiamento fondamentale consiste nel passaggio dal prototipaggio rapido alla produzione diretta. Il portafoglio di Daimler Truck & Buses comprende oggi componenti di serie ad alta resistenza, ricambi, ausili di montaggio, attrezzature, soluzioni speciali, componenti per auto d’epoca e i cosiddetti “Emergency Parts”.
(Bild: Daimler Trucks & Buses)
Dal magazzino fisico al magazzino digitale
La trasformazione vera e propria avviene in tre fasi. Innanzitutto vengono identificati e digitalizzati i componenti idonei. Successivamente, i modelli digitali vengono archiviati nel magazzino digitale, invece di mantenere scorte fisiche. Se in seguito un cliente ha bisogno di un pezzo, questo viene prodotto nel rispetto di standard di qualità definiti.
Ciò comporta un cambiamento radicale nella creazione di valore. Non è più il componente a muoversi lungo le catene di approvvigionamento globali, bensì il gemello digitale per la stampa 3D industriale. La catena di approvvigionamento fisica si trasforma in una catena di approvvigionamento digitale.
Il punto critico: la sicurezza dei dati
È proprio a questo punto che ha inizio il vero e proprio processo di innovazione. Infatti, chi diffonde dati di progettazione senza proteggerli perde il controllo sulla qualità, sulla responsabilità e sulla proprietà intellettuale. I prodotti potrebbero essere fabbricati o modificati senza autorizzazione.
Daimler Buses è stata quindi una delle poche aziende del settore automobilistico a sviluppare una soluzione completa di gestione delle licenze di questo tipo, prima al mondo nel suo genere. I modelli digitali vengono archiviati nel Digital Warehouse e resi disponibili in modo protetto tramite diverse soluzioni di gestione dei diritti digitali (DRM). Si crea così una soluzione end-to-end completamente integrata che comprende l’archivio digitale, la gestione delle licenze, la sicurezza dei dati e la produzione decentralizzata.
Il risultato: un ricambio fisico si trasforma in un prodotto digitale con utilizzo controllato.
La sostenibilità ripensata
Il dibattito sulla sostenibilità si concentra spesso sul consumo energetico del processo di stampa. L’impatto decisivo, tuttavia, si manifesta altrove. I maggiori potenziali di risparmio risiedono nell’evitare una produzione superflua, nella riduzione delle scorte di magazzino e nell’eliminazione di numerosi trasporti. L’archivio digitale può consentire notevoli riduzioni delle emissioni di CO2, così come l’invio di dati anziché di merci fisiche. Non è la stampa in sé a modificare in modo decisivo il bilancio, bensì la prevenzione della sovrapproduzione e dei trasporti.
Das Video ist eine Produktion des Digitalisierungszentrum Ulm I Alb-Donau I Biberach.
Dal centro di competenza al nuovo modello di business
La fase successiva di sviluppo è già stata avviata. Dal Centro di competenza interno nasce “Additive Manufacturing Solutions (AMS) by Daimler Truck”, un’offerta ampliata rivolta ai clienti esterni. L’esperienza maturata nel settore degli autobus funge da modello per altri settori che devono affrontare sfide simili, tra cui quello delle auto d’epoca, del caravaning, delle macchine agricole e delle applicazioni marittime. L’offerta spazia dallo screening dei componenti e dalla digitalizzazione dei pezzi, passando per modelli di licenza e personalizzazione, fino alla produzione in serie e alla consulenza sui processi.
Il vero messaggio
Uno sguardo al futuro mostra che la stampa 3D industriale è solo uno dei tasselli di una trasformazione digitale più ampia. I gemelli digitali, i magazzini digitali, le catene di approvvigionamento automatizzate e i modelli di business basati sui dati sono destinati a integrarsi sempre di più.
Il messaggio più importante non è quindi: «Acquistate una stampante 3D». La domanda fondamentale è: quali componenti possono essere digitalizzati, a chi appartengono i dati e come è possibile garantire la qualità, la responsabilità del produttore e i diritti d’uso?
L'hardware è disponibile già oggi. Il vantaggio competitivo duraturo deriva dai processi, dai modelli di dati e dai modelli di business legati alla produzione additiva. È proprio lì che si decide chi si limita a utilizzare la stampa 3D industriale e chi, invece, la utilizza per plasmare le catene di approvvigionamento del futuro.
Ralf Anderhofstadt Ralf Anderhofstadt ist Head of Additive Manufacturing & Additive Manufacturing Solutions (AMS) by Daimler Truck; Head of Customer Services & Parts Sourcing; Erweiterer Vorstand Verband 3DDruck e.V. für Digitalisierung & Logistik, Autor.