Fakuma 2026: Intervista «Il cambiamento più grande è il cambiamento stesso»

Di Stefan Lenz | Tradotto dall'IA 5 min Tempo di lettura

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L'industria delle materie plastiche è sottoposta a forti pressioni in termini di costi, investimenti e cambiamenti. Bettina Schall, amministratrice delegata della P. E. Schall GmbH & Co. KG, parla del ruolo della Fakuma, della digitalizzazione e dell'automazione, dell'economia circolare e di come il settore possa garantire la propria competitività.

Bettina Schall, amministratrice delegata della P. E. Schall GmbH & Co. KG.(Bild:  Suono)
Bettina Schall, amministratrice delegata della P. E. Schall GmbH & Co. KG.
(Bild: Suono)

45 anni di evoluzione, 30 edizioni e un settore delle materie plastiche in profonda trasformazione: la Fakuma si è evoluta da piattaforma commerciale e di distribuzione a punto d’incontro centrale per il trasferimento di conoscenze, il business e le soluzioni tecniche. Allo stesso tempo, il settore si trova ad affrontare sfide significative: gli elevati costi dell’energia, delle materie prime e della manodopera, le incertezze geopolitiche e i problemi legati alla catena di approvvigionamento aumentano la pressione sulle aziende. La digitalizzazione e l’automazione diventano così leve decisive per una maggiore efficienza e competitività.

In un'intervista esclusiva rilasciata a PlastXnow, Bettina Schall spiega quali sono oggi le aspettative dei visitatori specializzati nei confronti di una fiera, perché i colloqui professionali di persona e il trasferimento diretto di tecnologia continuano a essere fondamentali e quali sviluppi caratterizzeranno l'industria delle materie plastiche nei prossimi anni.

PlastXnow: Nel 2026 la Fakuma festeggerà la sua 30ª edizione e guarderà indietro a 45 anni di sviluppo. A suo avviso, come è cambiata l’identità della fiera di pari passo con l’evoluzione dell’industria delle materie plastiche? E quali sono oggi i temi che dominano le discussioni a Friedrichshafen, mentre solo pochi anni fa avevano un ruolo decisamente minore?

Bettina Schall: Nel corso di questi 45 anni, naturalmente, le tecnologie di lavorazione delle materie plastiche hanno subito profondi cambiamenti. Se nei primi anni la catena del valore era chiaramente lineare, oggi prevale l’obiettivo di un’economia circolare coerente. L’agenda attuale delle aziende è determinata da temi quali l’efficienza energetica, la digitalizzazione, l’automazione, il riciclaggio e la sostenibilità. Anche l’immagine della plastica è cambiata, orientandosi verso una concezione di materia prima riciclabile. Non da ultimo, anche la carenza di personale qualificato è oggi in cima alla lista delle questioni determinanti. 45 anni fa la fiera era caratterizzata dal suo ruolo di piattaforma commerciale e di distribuzione, mentre oggi è diventata un centro per il trasferimento di conoscenze e il networking aziendale. È al tempo stesso un mercato tecnologico e un motore per un’industria delle materie plastiche sostenibile, efficiente dal punto di vista energetico e interconnessa digitalmente. Da sempre il DNA di Fakuma è stato caratterizzato dalla rilevanza pratica e dall’orientamento alle soluzioni! Questi valori fondamentali sono rimasti immutati fino ad oggi.

Una fiera continua a rivestire un ruolo importante nelle decisioni di investimento. Anche la Fakuma è al tempo stesso una piattaforma per la presentazione dei prodotti, gli scambi commerciali e il trasferimento di conoscenze.

PlastXnow: In precedenza ha affermato che Fakuma intende rappresentare l’intero mondo della lavorazione delle materie plastiche – dallo stampaggio a iniezione e dall’estrusione, passando per i materiali, fino al riciclaggio e alla digitalizzazione. Allo stesso tempo, molte aziende sono sottoposte a una notevole pressione in termini di costi e investimenti. Che ruolo svolge ancora oggi una fiera specializzata come la Fakuma nelle decisioni di investimento e cosa si aspettano concretamente i visitatori da una partecipazione alla fiera?

Bettina Schall: Una fiera continua a svolgere un ruolo fondamentale nelle decisioni di investimento. Anche la Fakuma è al tempo stesso una piattaforma per la presentazione dei prodotti, lo scambio commerciale e il trasferimento di conoscenze. I colloqui specialistici personali e la possibilità di effettuare confronti diretti in loco sono indispensabili. Soprattutto in tempi difficili, la presenza in fiera dà nuovo slancio a entrambe le parti: fornitori e utenti in egual misura. I visitatori specializzati si aspettano da una visita in fiera una chiara struttura tematica e il massimo apporto informativo per le loro rispettive esigenze. Grazie alla selezione dei temi trattati e alla sua struttura di base – soluzioni pratiche, approcci olistici e un approccio sistemico – la Fakuma promette un elevato valore aggiunto per i visitatori.

PlastXnow: L’economia circolare, l’efficienza energetica e la digitalizzazione sono ormai temi centrali nel settore della lavorazione delle materie plastiche. Alla Fakuma vengono presentate numerose soluzioni tecniche in questo ambito. Dove vede attualmente i cambiamenti più significativi nel settore e, secondo lei, su quali temi esiste ancora un divario significativo tra le aspettative politiche e sociali e la realtà industriale?

Bettina Schall: Gli elevati costi nei settori dell’energia, delle materie prime e della manodopera rappresentano un peso esistenziale per le aziende manifatturiere – non solo nel settore della lavorazione delle materie plastiche. A ciò si aggiungono le incertezze geopolitiche e i problemi legati alla catena di approvvigionamento. Tutti questi fattori hanno un effetto estremamente frenante e ostacolante. Il settore è quindi costretto ad aumentare l’efficienza a tutti i livelli per poter operare in modo redditizio e continuare a sopravvivere sul mercato. Il cambiamento più grande è il cambiamento stesso, sia per quanto riguarda i prodotti e i sistemi, sia per quanto riguarda le strutture aziendali e i flussi di processo. L’ulteriore digitalizzazione e automazione rientrano quindi tra i compiti più importanti delle aziende.

PlastXnow: Oltre alla tecnologia e agli investimenti, sta assumendo sempre più importanza la questione di come l’industria delle materie plastiche possa plasmare il proprio futuro dal punto di vista del personale e dell’economia. Fakuma punta quindi, tra le altre cose, sul «Venerdì delle carriere» e sull’area dedicata alle start-up. Secondo lei, cosa deve fare il settore per attirare i giovani verso il mondo della plastica e garantire al contempo la propria competitività internazionale?

Bettina Schall: Come già accennato, l’ulteriore digitalizzazione e automazione sono fondamentali per il miglioramento dei prodotti e dei sistemi, nonché delle strutture e dei processi. Sia la campagna dedicata alle carriere che le iniziative per le start-up promosse da Fakuma contribuiscono ad attirare nel settore giovani professionisti con nuove idee, favorendo così la modernizzazione.

PlastXnow: Guardando alla 30ª edizione della Fakuma e, al contempo, ai prossimi cinque-dieci anni del settore delle materie plastiche: quali sviluppi, secondo lei, cambieranno in modo particolarmente significativo il settore e, di conseguenza, anche la Fakuma?

Bettina Schall: La chiave per un percorso positivo e orientato al futuro è l’ulteriore digitalizzazione e automazione. Queste, infatti, costituiscono la base per una maggiore efficienza in tutti i settori. Grazie al risparmio energetico, alla riduzione del consumo di materie prime, al riutilizzo di materiali riciclati e all’ottimizzazione dei processi, si prosegue verso l’economia circolare e una produzione sostenibile.  

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