Plastics Europe: conferenza sull’innovazione a Berlino Le materie plastiche come fattori abilitanti di un programma high-tech

Di Matthias Gutbrod | Tradotto dall'IA 6 min Tempo di lettura

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Senza materiali polimerici innovativi, in Germania è praticamente impossibile realizzare nuove tecnologie chiave. È quanto ha sottolineato recentemente l’associazione Plastics Europe Deutschland in occasione di una conferenza sull’innovazione tenutasi a Berlino. Per la Germania come sede industriale, tuttavia, è fondamentale il passaggio dal laboratorio alla produzione su larga scala, il che richiede condizioni competitive. 

Tavola rotonda a Berlino sull’importanza del settore delle materie plastiche per la Germania come polo di innovazione. Da sinistra: il dott. Carsten Gerhardt (EY), il prof. Manfred Renner (Fraunhofer CCPE) e la dott.ssa Christine Bunte (Plastics Europe Germania).(Bild:  Plastics Europe Germania)
Tavola rotonda a Berlino sull’importanza del settore delle materie plastiche per la Germania come polo di innovazione. Da sinistra: il dott. Carsten Gerhardt (EY), il prof. Manfred Renner (Fraunhofer CCPE) e la dott.ssa Christine Bunte (Plastics Europe Germania).
(Bild: Plastics Europe Germania)

L'agenda high-tech del governo federale si concentra su settori strategici per il futuro quali la mobilità sostenibile, l'energia a impatto zero sul clima, la tecnologia medica, la robotica, l'intelligenza artificiale, la microelettronica e la biotecnologia. In occasione di una conferenza sull’innovazione tenutasi l’11 settembre 2026 a Berlino, l’associazione Plastics Europe Deutschland, i produttori di materie prime e gli istituti di ricerca hanno illustrato il potenziale tecnologico delle materie plastiche per queste tecnologie chiave del futuro.

L'agenda high-tech richiede competenze nei materiali

Nel suo discorso di apertura, la dott.ssa Christine Bunte, amministratrice delegata di Plastics Europe Germania, ha sottolineato che le materie plastiche sono ben più che semplici materiali di uso quotidiano: in quanto tecnologia chiave e abilitante, costituiscono infatti un presupposto fondamentale per gli impianti eolici, le reti elettriche, le strutture leggere e la tecnologia medica.

La dott.ssa Christine Bunte (amministratrice delegata di Plastics Europe Germania): «L’innovazione “Made in Germany” non deve rimanere confinata agli impianti pilota, ma deve diventare realtà su scala industriale nel nostro Paese».(Bild:  Plastics Europe Germania)
La dott.ssa Christine Bunte (amministratrice delegata di Plastics Europe Germania): «L’innovazione “Made in Germany” non deve rimanere confinata agli impianti pilota, ma deve diventare realtà su scala industriale nel nostro Paese».
(Bild: Plastics Europe Germania)

La Germania dispone di una fitta rete di università, istituti di ricerca, aziende industriali consolidate e start-up, oltre che di personale altamente qualificato: in sostanza, i presupposti ideali per rimanere un paese industrializzato anche in futuro. «Ciò che troppo spesso ci manca è il passaggio dall’idea al mercato», ha sottolineato il dott. Bunte a Berlino. «Proprio per questo il nostro Paese non deve concentrarsi solo sulle riforme sociali, ma ha anche bisogno di un nuovo dibattito sull’innovazione. L’innovazione ‘Made in Germany’ non deve rimanere confinata nei laboratori o negli impianti pilota, ma deve diventare realtà nel nostro Paese su scala industriale. Le decisioni di investimento vengono prese ora, ma per questo servono urgentemente condizioni quadro affidabili».

Promuovere la scalabilità industriale

Anche la trasformazione del settore delle materie plastiche verso la neutralità climatica e l’economia circolare è vista dal dott. Bunte come un progetto fondamentale di innovazione e resilienza per la Germania come polo economico. Tuttavia, anche in questo caso il successo futuro dipenderà in modo determinante dalle condizioni quadro in cui verranno effettuati i prossimi grandi investimenti.

Il dott. Bunte ha individuato tre presupposti fondamentali per il successo di un processo di trasformazione. «In primo luogo, la competitività internazionale deve essere garantita da energia a prezzi accessibili, dal potenziamento delle infrastrutture e da procedure di autorizzazione rapide, poiché anche le nuove tecnologie sono soggette alle stesse leggi economiche dei settori tradizionali.» 

In secondo luogo, l’economia circolare richiede mercati funzionanti, garantiti da quote affidabili di utilizzo dei materiali riciclati, canoni di licenza eco-modulati e appalti pubblici sostenibili. In terzo luogo, il territorio richiede un’accelerazione nel processo di espansione su larga scala; per questo motivo, i fondi destinati alla trasformazione devono essere convogliati in modo mirato verso progetti pilota industriali e non devono essere dirottati nel bilancio federale.

Il dott. Thorsten Dreier (CTO di Covestro): «I settori industriali del futuro hanno una cosa in comune: richiedono un’elevata competenza in materia di materie plastiche».(Bild:  Plastics Europe Germania)
Il dott. Thorsten Dreier (CTO di Covestro): «I settori industriali del futuro hanno una cosa in comune: richiedono un’elevata competenza in materia di materie plastiche».
(Bild: Plastics Europe Germania)

«I settori del futuro previsti dall’agenda high-tech hanno una cosa in comune: richiedono un’elevata competenza in materia di materiali», ha sottolineato anche il dott. Thorsten Dreier, Chief Technology Officer di Covestro, nel suo intervento introduttivo: «Senza materie plastiche su misura, i progressi tecnologici sarebbero irrealizzabili. Chi aspira alla leadership tecnologica deve quindi garantire anche le catene dei materiali, della produzione e del valore necessarie a tal fine nel proprio Paese.»

Tavola rotonda: Rafforzare le catene del valore 

Nel corso di una tavola rotonda, il dott. Carsten Gerhardt, partner della società di consulenza aziendale EY, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra mondo accademico, industria, start-up, investitori e politica per la creazione di ecosistemi di innovazione efficienti: «La Germania dovrebbe, nel complesso, orientarsi maggiormente verso catene del valore complete e progetti concreti di scalabilità».

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Il prof. Manfred Renner (direttore del Fraunhofer CCPE e direttore dell’istituto Fraunhofer Umsicht): «Chi padroneggia gli impianti pilota e il ridimensionamento industriale è chi, in definitiva, decide dove si creano valore aggiunto e posti di lavoro».(Bild:  Plastics Europe Germania)
Il prof. Manfred Renner (direttore del Fraunhofer CCPE e direttore dell’istituto Fraunhofer Umsicht): «Chi padroneggia gli impianti pilota e il ridimensionamento industriale è chi, in definitiva, decide dove si creano valore aggiunto e posti di lavoro».
(Bild: Plastics Europe Germania)

Anche il Prof. Manfred Renner, direttore del Fraunhofer Cluster of Excellence Circular Plastics Economy (CCPE) e direttore del Fraunhofer-Umsicht, ha sottolineato durante il dibattito che il rischio maggiore consiste nel fatto che altre regioni industrializzino le nuove tecnologie più rapidamente. «Chi padroneggia gli impianti pilota, i progetti dimostrativi e il potenziamento su scala industriale, alla fine decide dove si creano valore aggiunto e posti di lavoro e chi sarà leader nelle tecnologie di domani.» 

La transizione verso un’economia delle materie plastiche circolare e a impatto zero sul clima potrà avere successo solo se si manterranno le strutture produttive esistenti e, al contempo, si svilupperanno nuove tecnologie, infrastrutture e modelli di business. Jens Hambricht, coordinatore strategico per il riciclaggio delle materie plastiche presso BASF, ha sottolineato a questo proposito: «Per realizzare davvero questa trasformazione, abbiamo bisogno della già citata certezza giuridica garantita da leggi che fissino obiettivi chiari».

Esempi di innovazioni nel settore delle materie plastiche

Durante la conferenza, le aziende industriali partecipanti hanno illustrato innovazioni collaudate nei materiali e nei processi lungo l’intera catena del valore. Covestro ha presentato policarbonati per strutture leggere destinati alla robotica, nonché pellicole speciali in poliuretano per dispositivi indossabili nel settore della tecnologia medica. «Le materie plastiche hanno una caratteristica davvero speciale: quella di integrare gli oggetti», ha affermato Stefan Mechnik, coordinatore della comunicazione politica presso Covestro.

Matthias Pursch (Dow) ha presentato un sistema di isolamento in XLPE completamente interconnesso per cavi in corrente continua, che aumenta notevolmente la capacità di trasmissione.(Bild:  Plastics Europe Germania)
Matthias Pursch (Dow) ha presentato un sistema di isolamento in XLPE completamente interconnesso per cavi in corrente continua, che aumenta notevolmente la capacità di trasmissione.
(Bild: Plastics Europe Germania)

Dow ha presentato un sistema di isolamento in XLPE completamente reticolato per cavi in corrente continua da 525 kV, che consente temperature di esercizio più elevate e aumenta la capacità di trasmissione dal 20 al 25%. Borouge International sta investendo oltre 150 milioni di euro nello stabilimento di Burghausen per triplicare la capacità di produzione di polipropilene riciclabile ad alta resistenza allo scioglimento (HMS-PP) e ha presentato un supporto per paraurti in PP con il 65% di contenuto PCR, nonché scarpe da corsa con intersuola in EVA a base di CO2.

Evonik ha presentato, con il nome “Debonding on Demand”, un additivo adesivo per sistemi PUR che può essere rimosso in modo mirato a temperature di attivazione comprese tra 80 e 180 °C, nonché il co-legante per il de-inking Tego Res 1100, destinato alla decolorazione di pellicole stampate. Polymaterials ha illustrato, tramite la piattaforma di intelligenza artificiale X-Plorator, il compounding virtuale, che consente di calcolare formulazioni predittive per miscele di materie plastiche in pochi minuti anziché in mesi. BASF ha presentato i progressi tecnologici nel riciclaggio meccanico delle schiume PUR, nella depolimerizzazione chimica dei tessuti in poliammide e nell’Ultramid Ccycled a bilancio di massa, con un’impronta di CO₂ pari a zero netto.

Andreas Anker (LyondellBasell): «Trasformiamo i rifiuti misti di plastica provenienti dalle abitazioni in olio di pirolisi di alta qualità. La nostra tecnologia garantisce una resa di almeno l’80 per cento».(Bild:  Plastics Europe Germania)
Andreas Anker (LyondellBasell): «Trasformiamo i rifiuti misti di plastica provenienti dalle abitazioni in olio di pirolisi di alta qualità. La nostra tecnologia garantisce una resa di almeno l’80 per cento».
(Bild: Plastics Europe Germania)

Nel settore del riciclaggio chimico, Arcus Greencycling Technologies gestisce un impianto dimostrativo di pirolisi industriale a Francoforte-Höchst con una capacità di 4.000 jato per rifiuti misti. Lyondell Basell sta realizzando a Wesseling, con un volume di investimenti di oltre 250 milioni di euro, un impianto Moretec da 50.000 jato per la produzione di materie prime «drop-in» di alta qualità.

Matterr sta ampliando, nel parco chimico di Knapsack, una tecnologia di idrolisi per la scissione di rifiuti complessi di poliestere in monomeri di altissima purezza. «Grazie al materiale riciclato, i produttori di poliestere possono integrare gradualmente nella catena del valore prodotti sostenibili», spiega Melanie Hackler, CEO di Matterr. A Worms, Röhm sta sviluppando un processo chimico di depolimerizzazione per il PMMA di scarto con una resa superiore al 90%. Vinyl Plus Deutschland ha inoltre messo in evidenza i cicli di riciclaggio a ciclo chiuso già consolidati per i profili di finestre in PVC, con un tasso di recupero del 78%.

Prospettive per la Germania come polo dell'innovazione

Il dott. Carsten Gerhardt (partner della società di consulenza aziendale EY): «Nel complesso, la Germania dovrebbe orientarsi maggiormente verso catene del valore complete e progetti concreti di espansione».(Bild:  Plastics Europe Germania)
Il dott. Carsten Gerhardt (partner della società di consulenza aziendale EY): «Nel complesso, la Germania dovrebbe orientarsi maggiormente verso catene del valore complete e progetti concreti di espansione».
(Bild: Plastics Europe Germania)

Tutti questi esempi dimostrano che in Germania non mancano certo le competenze in materia di innovazione. Gli sviluppi collaudati sul campo, dal compounding supportato dall’intelligenza artificiale ai sistemi adesivi rimovibili, fino agli impianti su larga scala di pirolisi e idrolisi, dimostrano che le basi ingegneristiche necessarie per la trasformazione sono già disponibili.

Se le richieste di politica economica del settore verranno soddisfatte, il rapido passaggio di questi progetti pilota alla produzione commerciale su larga scala potrà garantire ai trasformatori flussi stabili di materie prime e preservare in modo duraturo il valore aggiunto industriale in Germania.