Secondo posto al Biopolymer Innovation Award 2026 Bioplastica al prezzo del petrolio

Di Alex Braun, Snow Polymers | Tradotto dall'IA 8 min Tempo di lettura

Bioplastica senza costi aggiuntivi: Snow Polymers porta i polimeri biodegradabili ricavati dai rifiuti allo stesso livello di costo del polietilene e del polipropilene. Il materiale può essere lavorato direttamente con gli impianti esistenti. Per questo risultato, la start-up ha ricevuto il secondo premio al Biopolymer Award.

I fondatori di Snow Polymers (da sinistra): Alex Braun, il dott. Shai Garty, Sharon Raymond. La start-up sviluppa materie plastiche biodegradabili a partire da rifiuti organici.(Bild:  Snow Polymers)
I fondatori di Snow Polymers (da sinistra): Alex Braun, il dott. Shai Garty, Sharon Raymond. La start-up sviluppa materie plastiche biodegradabili a partire da rifiuti organici.
(Bild: Snow Polymers)

La start-up israeliana Snow Polymers sta sviluppando una piattaforma di polimeri termoplastici biodegradabili volta a ridurre o sostituire l’uso delle plastiche convenzionali a base di petrolio – in particolare il polietilene (PE) e il polipropilene (PP) – nelle applicazioni plastiche su larga scala. L’approccio dell’azienda si basa sull’utilizzo di rifiuti organici industriali come materia prima, sull’impiego di impianti di produzione di plastica già esistenti e su una struttura dei costi competitiva. Si sta così sviluppando una piattaforma di materiali che si presta a due percorsi industriali: come additivo o componente biodegradabile in percentuale elevata per i sistemi plastici esistenti, nonché come base per tipologie di prodotti completamente biodegradabili.

Alex Braun, cofondatore di Snow Polymers, si aggiudica il secondo premio del Biopolymer Innovation Award.(Bild:  PlastXnow/Stefan Lenz)
Alex Braun, cofondatore di Snow Polymers, si aggiudica il secondo premio del Biopolymer Innovation Award.
(Bild: PlastXnow/Stefan Lenz)

Per questa innovazione, Snow Polymers ha vinto il premio Biopolymer Innovation Award 2026 con il secondo premio. L’azienda è stata inizialmente selezionata dalla giuria tra i cinque finalisti e ha presentato la propria tecnologia al Congresso sui biopolimeri tenutosi a Halle. Questo riconoscimento riflette una sfida: il mercato della plastica ha bisogno di alternative sostenibili, ma la maggior parte delle opzioni non è ancora competitiva, presenta limitazioni in termini di prestazioni o è difficile da integrare nei sistemi di produzione esistenti.

La sostenibilità richiede l'adesione del settore industriale

L'industria globale della plastica è sottoposta alla pressione delle normative, dei clienti e dei consumatori finali affinché riduca l'impatto ambientale dei propri prodotti e si prepari a requisiti più rigorosi in materia di economia circolare. Allo stesso tempo, i principi economici di base non sono cambiati: i materiali devono essere accessibili, disponibili, lavorabili e tecnicamente affidabili. 

Poiché molti materiali biodegradabili o a base biologica hanno prezzi nettamente superiori a quelli dei polimeri convenzionali oppure richiedono nuovi impianti e condizioni di lavorazione diverse, la transizione rimane spesso ostacolata per i grandi trasformatori. Esiste un divario tra gli obiettivi di sostenibilità e la realtà industriale. Snow Polymers è stata fondata per colmare questa lacuna, facendo sì che le materie plastiche sostenibili soddisfino contemporaneamente tre condizioni: costi competitivi, compatibilità con gli impianti di lavorazione esistenti e un chiaro vantaggio alla fine del ciclo di vita. 

L'innovazione: termoplastici biodegradabili a base di rifiuti

L'innovazione parte dalla trasformazione dei flussi di rifiuti organici industriali, come ad esempio i sottoprodotti industriali ricchi di polisaccaridi, in materiali polimerici termoplastici biodegradabili. La sfida tecnologica consiste nel trasformare questi sottoprodotti organici di bassa qualità in materiali polimerici che consentano un controllo preciso dell’indice di fluidità, del comportamento termico, delle proprietà meccaniche, della stabilità di lavorazione e della compatibilità con i processi di produzione. 

Snow Polymers sviluppa termoplastici biodegradabili progettati per la miscelazione, la pellettizzazione e la lavorazione su impianti per la lavorazione delle materie plastiche già esistenti. La tecnologia è progettata per funzionare con processi industriali consolidati quali l’estrusione, l’estrusione a soffiaggio, l’estrusione a colata, la filatura a fusione e lo stampaggio. L’obiettivo della piattaforma è fornire materiali che possano essere integrati direttamente nelle catene del valore industriali reali. 

Due vie per il mercato

L'ingresso sul mercato di Snow Polymers si basa su due percorsi principali:

  • La prima opzione consiste nell’impiego come additivo o come componente biodegradabile con una percentuale elevata all’interno dei sistemi plastici convenzionali. Ciò è rilevante per i produttori che devono aumentare la quota sostenibile o rinnovabile dei propri prodotti utilizzando gli impianti di produzione esistenti. Un additivo biodegradabile ed economico funge in questo caso da pratico ponte verso i futuri requisiti dei materiali. 
  • La seconda strada prevede lo sviluppo di tipi specifici per prodotti completamente biodegradabili. In questo caso, i materiali costituiscono la base principale di prodotti per i quali i requisiti relativi al fine del ciclo di vita e alla biodegradabilità sono fondamentali. 

Questi due approcci non sono in contraddizione tra loro, ma rispecchiano la realtà del mercato, che si muove sia verso sistemi ibridi graduali sia verso formati di prodotto direttamente e completamente biodegradabili.

Obiettivo: applicazioni in PE e PP

Il polietilene e il polipropilene dominano il mercato globale delle materie plastiche grazie al loro costo, alla loro lavorabilità e alle loro prestazioni. La sostituzione o la riduzione dell’uso di PE e PP richiede quindi un’alternativa economicamente e industrialmente realistica. Il potenziale di Snow Polymers non si limita quindi ai soli teli agricoli per pacciamatura. L’opportunità maggiore risiede nelle applicazioni su larga scala attualmente soddisfatte dalle materie plastiche convenzionali. Tra i potenziali campi di applicazione figurano i teli agricoli, gli imballaggi flessibili, alcune applicazioni monouso, i tessuti non tessuti e i prodotti tessili, nonché tipi industriali speciali per i produttori che non intendono riorganizzare la propria infrastruttura produttiva. 

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Il telo agricolo come primo caso di validazione

I film agricoli devono essere sottili, facili da lavorare, funzionali dal punto di vista meccanico ed economicamente sostenibili. Poiché i teli convenzionali in polietilene, dopo l’uso, sono spesso fortemente contaminati da residui di terreno e vegetali e sono difficili da recuperare, la biodegradabilità offre in questo caso un valore operativo ed ecologico diretto. 

Snow Polymers ha sviluppato per questo mercato il composto biodegradabile SNP 100. La relativa scheda tecnica definisce le proprietà rilevanti del materiale e del film per l’estrusione, tra cui l’indice di fluidità, la densità, il comportamento di fusione e le caratteristiche meccaniche tipiche dei film soffiati. L’SNP 100 segna il passaggio di successo da un concetto di materiale generico a una linea di prodotti industriali ben definita. 

Dal materiale di laboratorio alla lavorazione industriale

Il dott. Naftali Kanovsky, capo chimico presso Snow Polymers, sta testando, su un impianto pilota per la produzione di film soffiato, la trasformazione del composto biodegradabile SNP 100 in film agricoli.
(Immagine: Snow Polymers)

Il passaggio dalla fase di sviluppo in laboratorio alla lavorazione industriale è fondamentale, poiché il comportamento di assorbimento, la stabilità di fusione, la formazione di bolle e la continuità del film assumono un’importanza decisiva solo su scala reale. Snow Polymers ha completato con successo una fase di produzione sull’impianto pilota di estrusione per film soffiato di un produttore internazionale di film agricoli.

Questa pietra miliare illustra il passaggio dalla fase di laboratorio a condizioni di lavorazione rilevanti per la pratica, consentendo così ai partner industriali di iniziare a valutare concretamente la lavorazione, le prestazioni e l’adattamento al tipo. 

Biodegradabilità senza costi aggiuntivi

I polimeri convenzionali a base di petrolio beneficiano di economie di scala globali e di catene di approvvigionamento consolidate, motivo per cui molte alternative biodegradabili rimangono limitate ad applicazioni costose e di fascia alta. Snow Polymers affronta questa barriera utilizzando rifiuti organici industriali come materia prima a basso costo, al fine di avvicinare i materiali biodegradabili al livello di prezzo delle materie plastiche convenzionali. 

Utilizzo dei flussi di rifiuti organici come materia prima. A sinistra: il dott. Shai Garty, cofondatore e CTO di Snow Polymers.
(Immagine: Snow Polymers)

Quando un materiale raggiunge una parità di prezzo approssimativa e può essere utilizzato su impianti esistenti, diventa interessante per una gamma molto più ampia di produttori. Anche in questo caso, la produzione additiva offre un approccio rapido ed economico per soddisfare i requisiti di sostenibilità e normativi senza dover sostituire completamente il sistema dei materiali. 

La doppia economia circolare

L'approccio di Snow Polymers si basa su una duplice caratteristica di circolarità:

  • Ciclo a monte: l’utilizzo dei flussi di rifiuti organici industriali come materia prima, anziché entrare in concorrenza con le risorse alimentari o ricorrere esclusivamente a input bio-basati di origine naturale. 
  • Ciclo a valle: la biodegradabilità mirata dei materiali polimerici finali al termine del loro ciclo di vita. 

Questo modello favorisce inoltre le strutture produttive regionali, poiché consente di integrare in modo efficiente i rifiuti locali, la miscelazione in loco e i partner produttivi regionali. 

Tutela della tecnologia e dialogo parallelo

Poiché la tecnologia di base di Snow Polymers è ancora in fase di sviluppo, i parametri riservati relativi alla formulazione, alla lavorazione e all’architettura molecolare rimangono protetti. Per quanto riguarda il dialogo industriale, tuttavia, il messaggio è chiaramente definito: si stanno sviluppando materiali termoplastici biodegradabili a partire da rifiuti organici industriali, destinati all’impiego negli impianti di lavorazione della plastica esistenti e adatti sia per applicazioni come additivi sia per tipologie di prodotti completamente biodegradabili. Ciò consente a trasformatori, compoundatori e investitori di valutare il potenziale senza rivelare il know-how.

L’azienda si concentra sulla collaborazione con tre gruppi strategici: in primo luogo, i trasformatori che cercano un modo economicamente vantaggioso per aumentare la quota di componenti sostenibili o biodegradabili nei prodotti esistenti tramite additivi o componenti ibridi; in secondo luogo, le aziende che necessitano di formulazioni su misura e completamente biodegradabili per specifiche applicazioni di prodotto e requisiti normativi; e in terzo luogo, i produttori di rifiuti industriali, i cui flussi secondari organici possono fungere da base per le materie prime. 

Potenziale futuro

Il potenziale per il futuro risiede nella combinazione mirata di costi, compatibilità e biodegradabilità. La visione dell’azienda è quella di sostenere la transizione dalle materie plastiche a base di petrolio a sistemi di materiali sostenibili, consentendo ai produttori di avvalersi delle infrastrutture già esistenti. 

Il secondo premio al Biopolymer Innovation Award 2026 sottolinea questo orientamento pratico. Le materie plastiche biodegradabili non devono rimanere un’eccezione di nicchia, ma diventare un’alternativa economica e industriale. I prossimi passi comprendono lo sviluppo continuo di tipi specifici per determinate applicazioni, la loro piena implementazione nella lavorazione delle materie plastiche e la convalida normativa della biodegradabilità nell’ambito di collaborazioni internazionali. 

Snow Polymers

La startup Snow Polymers ha sede in Israele ed è sostenuta dall’incubatore deep-tech InNegev, situato nel sud del Paese, il che ne garantisce la crescita, la validazione industriale e l’espansione internazionale. L’azienda sviluppa materie plastiche biodegradabili a partire da rifiuti organici e prevede di aprire futuri impianti di produzione in Europa e in Asia.

Snow Polymers è stata fondata da Sharon Raymond, dal dott. Shai Garty e da Alex Braun. Lo sviluppo tecnologico è guidato dal dott. Shai Garty (cofondatore e CTO) insieme al chimico capo, il dott. Naftali Kanovsky.

Contatti: alex@snow-polymers.com; www.snow-polymers.com